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Il 18 febbraio 2021 apre la mostra dedicata a Giulio Ruffini a Bagnacavallo (RA)

 


In occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Giulio Ruffini (1921-2011) il Museo Civico delle Cappuccine presenta una grande mostra dedicata alla prima produzione del pittore, quella che va dai suoi esordi fino a un anno cruciale che cambierà il corso del suo percorso artistico: il 1967.

Si tratta di un periodo di fondamentale importanza per l’intera sua carriera: mai come in quegli anni infatti il suo personale racconto della Romagna delle campagne e dei braccianti riesce a ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle dinamiche dell’arte nazionale, in particolare nell’ambito del neorealismo.

Ma sono anche anni di ricerche instancabili, che lo portano a misurarsi con nuovi linguaggi e nuove ansie, che pongono sempre al centro della sua attenzione le solitudini dell’uomo ed i soprusi inferti dalla dissennata corsa della società del “boom economico”.

Il percorso espositivo costruito al museo di Bagnacavallo riunisce per la prima volta, offrendoli alla diretta esperienza dei visitatori, i dipinti che più hanno caratterizzato questo periodo. Sono più di settanta le opere presenti in mostra, provenienti da decine di collezioni pubbliche e private, tra le quali spiccano la Pietà per il bracciante assassinato (1952), opera vincitrice del Premio Suzzara che ha dato a Ruffini notorietà a livello nazionale, la superba Crocifissione del 1954 di marcato stampo guttusiano, e i tre dipinti con i quali l’artista ha partecipato alla XXVII Biennale di Venezia.


Orari mostra*:
lunedì, martedì e mercoledì, 15.00-18.00;
giovedì, 10.00-12.00 e 15.00-21.00;
venerdì, 10.00-12.00 e 15.00-19.00.
Chiuso sabato, domenica e festivi.
*Gli orari potranno subire modifiche ed ampliarsi anche ai fine settimana nel momento in cui le disposizioni anti-Covid lo consentiranno. In tal caso gli orari riportati in questa pagina saranno aggiornati.

Ingressogratuito.

Accessicontingentati;necessariol’usodellamascherina.

Museo Civico delle Cappuccine
via Vittorio Veneto 1/a Bagnacavallo (RA)
0545/280911
centroculturale@comune.bagnacavallo.ra.it

Fuso Orario - Mostra personale di Letiza Cariello alla Galleria Studio G7 di Bologna dal 13 marzo al 20 aprile 2021


La stagione espositiva di Studio G7 prosegue con Fuso Orario, prima mostra personale di Letizia Cariello a Bologna. Con questo nuovo progetto, a cura di Leonardo Regano, Cariello esplora il sottile confine tra spazio interno e spazio esterno, entrambi intesi come caratteristici della natura umana. L’artista indaga ciò che lega il corpo fisico e il corpo spirituale, riuscendo ad evidenziare un'anatomia occulta dell'essere che risulta in potenzialità percettiva, una ricerca ispirata ai principi della Geometria Spirituale, alle teorie teosofiche e neoplatoniche.

 

Sette Volumi compongono la grande installazione realizzata a parete; disposti secondo uno schema stellare che traccia una mappa del cielo testimone del momento di incontro tra Giove e Saturno, i Volumi rappresentano idealmente l'interazione tra i sette diversi piani sottili della natura umana, qui esplorati secondo i singoli colori che ne rendono manifesta la radiazione luminosa. Un marmo è posto su ogni Volume secondo la gradazione di tono del poliedro stesso; il calendario inciso sulla superficie marmorea lega la percezione del tempo terreste, nei suoi diversi fusi orari, sia a un tempo dell'Io arcaico sia al mondo etereo. Il concetto di tempo, inteso come controllo sull'esistenza, si annienta nel confronto con l'inconscio e l'incertezza di un mondo spirituale che può solo essere percepito.

 

L’installazione si riflette nell’opera site-specific Sistema Sottile, un ricamo a parete che per la prima volta l’artista realizza con fili di diversi colori, legati a costruire una figura geometrica che riprende lo schema della congiunzione Giove-Saturno.

 

 

Letizia Cariello (Copparo, Ferrara) vive e lavora a Milano. La ricerca di Letizia Cariello esplora attraverso diversi media (disegno, installazione, fotografia, scultura e video) la relazione fra spazio interno e spazio esterno. Il tentativo di intercettare la consistenza materiale del tempo si concentra nell’inseguimento delle tracce che il tempo lascia, segnandolo in scrittura (Calendari), oggetti e materia. Scopo di questo processo è un servizio continuo di ricostruzione di legami, connessioni, relazioni (il Filo Rosso), attraverso l’identificazione e la letterale ricucitura di oggetti e spazi, sia nel macro, sia nel micro: dagli alberi alle teiere, dalle tazzine alle fotografie ricamate. Sue opere appartengono a numerose collezioni pubbliche e private quali, tra le altra, Museo Nazionale delle Donne nelle Arti, Washington DC (US); Mint Museum, Charlotte, North Carolina (US); Collezione Farnesina – Experimenta, Ministero degli Esteri, Roma; Certosa di San Lorenzo, Padula; Museion / Ar-Ge Kunst, Bolzano; Rocca di Montestaffoli, San Giminiano; Collezione Artrust, Lugano (CH); Collezione Borromeo, Milano; Hangar 2173/Monte Bianco – Skyway, Courmayeur (AO). Espone in Italia e all’estero; nel 2019 è tra i relatori di TED x Busto Arsizio. Nel 2020 viene selezionata all’interno del premio Level 0 di ArtVerona dal Museo M9, Mestre (VE).

LETIZIA CARIELLO
FUSO ORARIO

 

a cura di Leonardo Regano

 

Apertura mostra

venerdì 12 marzo, ore 15.00 – 20.00

 

Date mostra

13.03 – 30.04.2021

 

Galleria Studio G7

via Val D'Aposa 4A, 40123  Bologna

 

Orari

da martedì a sabato, 15.30 - 19.30. Mattina, lunedì e festivi per appuntamento


Contatti

051 2960371 | info@galleriastudiog7.it | www.galleriastudiog7.it

 

Il collettivo muralista Orticanoodles in “INSIDE” presso lo Studio Museo Francesco Messina di Milano dal 9 al 28 febbraio 2021

 


Lo Studio Museo Francesco Messina presenta “INSIDE”, dal 9 al 28 febbraio 2021, prima mostra personale del collettivo muralista Orticanoodles in uno spazio museale.

Il collettivo milanese ha al suo attivo oltre trenta murales nella sola Milano eseguiti in questi dieci anni, da Quarto Oggiaro all’Isola, da Piazza Cardinal Ferrari a P.zza Zavattari per approdare nel loro quartiere, Ortica, con il progetto OrMe. Decine sono le collaborazioni nazionali e internazionali che rendono Orticanoodles una delle firme italiane di muralismo più rinomata nell’ambito dell’arte urbana.

 

“Inside” è un ciclo di 30 opere su legno sviluppate nella ricerca degli ultimi due anni di attività. Con queste opere Orticanoodles mette in scena significati molto intimi (da qui il titolo “Inside”) che spesso la dimensione politica dell’arte urbana non permette. I soggetti dipinti nelle opere di “Inside” sono i medesimi che possiamo trovare nella produzione di strada, ma anatomie, fiori, volti e scenari urbani esibiti in “Inside” hanno un gusto molto diverso, decadente e corrosivo, rispetto alle espressioni muraliste di Orticanoodles, con toni antitetici rispetto alla bellezza spesso celebrata dai committenti di muralismo urbano.

 

Ogni pannello esposto è il risultato di un processo produttivo complesso. Le opere sono realizzate tramite stencil e spolvero, tecniche proprie del muralismo classico, qui applicate su legno; dopo la pittura, l’artista distrugge letteralmente ogni pannello, che viene tagliato e poi ricomposto giustapponendo sezioni di pannelli diversi, a generare un’opera a più livelli, ricomprendente più soggetti. La lettura dell’opera finale si trasforma per il fruitore in una coinvolgente esperienza di ricostruzione di soggetti complessi e in un gioco di riconoscimento delle figure emergenti.

 

La prima sala del museo ospita la rappresentazione di figure maschili, che raccontano la propria fragilità sotto forma di scheletri o, al contrario, corazzate attraverso minacciose armature, simbolo della scriteriata violenza patriarcale e del controllo sociale.

Al piano interrato visitiamo una città-dormitorio, con ridondanti facciate di edifici urbani trasformate in pattern e ritratti di artisti mercificati al punto di trasformarsi in icone pop svuotate di significato, a rappresentare l’appiattimento della vita nella società dei consumi.

Un altro nucleo significativo riguarda il fiore, soggetto ricorrente nelle grandi opere murali di Orticanoodles, qui rappresentato nel suo lato corrotto e caduco.

Le sale superiori del museo sono dedicate a ritratti femminili, che Orticanoodles trasfigura affiancandoli a riproduzioni di soggetti classici, figure umanoidi, segmenti meccanici o scheletrici, a rappresentare, ancora una volta, l’intrinseca fragilità di esseri umani assoggettati dall’apparenza e dai costumi.

 

Tutte le opere in mostra sono in dialogo con statue (o studi) del maestro Messina, il cui  soggetto principe della produzione fu proprio il corpo: anche da questo nasce l’intento di ospitare la mostra del collettivo milanese, che ha fatto dell’arte pittorica figurativa uno dei suoi tratti distintivi e che nelle sale del museo arriva a rappresentarne nuove visioni intimiste e provocatorie.

 

La relazione tra l'opera di Francesco Messina e il lavoro di Orticanoodles si realizzerà, nei giorni di apertura della mostra, anche attraverso un nuovo murale che il collettivo dipingerà in via Borsieri 5, quartiere Isola.

Il soggetto sarà la ballerina Aida Accolla, spesso modella del Messina con Carla Fracci e Luciana Savignano. Mentre in mostra si potranno apprezzare i ritratti di queste ultime, ad Aida Accolla il collettivo tributa l’opera outdoor.

 

BIO –

Orticanoodles nasce dall’incontro di Walter Contipelli “Wally” (Carrara, 1977) e Alessandra Montanari “Alita” (Milano, 1975). Muove i suoi primi passi sui muri di Milano tramite la tecnica dello stencil, in cui si distingue per capacità tecnica e sperimentazione. Nel 2004, Orticanoodles è nella TSO crew. La prima immagine associata al duo, diffusa attraverso il medium dello sticker o dello stencil su poster, è costituita da un volto il cui sguardo si perde verso l’alto e in cui l’osservatore può individuare l’icona di Cristo, tuttavia il taglio ravvicinato e l’assenza di simboli la avvicinano a quella di un volto qualsiasi. Dalle prime sperimentazioni nasce il nome che oggi identifica un gruppo di produzione ben più esteso, divenuto factory di curatela e produzione per altri artisti. Il riferimento alla proliferazione della pianta infestante è anche ispirato al nome del quartiere milanese di Ortica, in cui Orticanoodles risiede. Attorno al 2006, oltre al Cristo, sono numerose le immagini associate alla coppia e che diventano soggetti dei primi dipinti: la rana, il cuore spinoso e una forchetta con noodles urticanti sono alcune delle più rappresentative. Con lo stencil viene plasmato un immaginario pop che si esprime prevalentemente mediante ritratti iconici. Vista la dimensione sempre più estesa delle opere nate grazie a commissioni pubbliche, nel 2013 (anno in cui Orticanoodles dipinge il ritratto di Francesca Rolla in Piazza delle Erbe a Carrara) mette a punto una tecnica ricollegabile a quella antica dello spolvero. Ottiene riconoscimento internazionale grazie al virtuosismo nell’uso degli stencil, ed è invitato a partecipare a manifestazioni come il Cans Festival, organizzato da Banksy (Londra 2008) e Stencil History X (Parigi 2008). Nel 2010 la galleria Itinerrance di Parigi gli dedica una personale, nel 2010 è al Mart di Rovereto nell’ambito della collettiva dedicata alla Stencil Art, mentre nel 2013 il collettivo partecipa alla mostra epocale Tour-Paris 13, a Parigi. Tra le commissioni di aziende private si segnalano ENI, Allianz, Credit Agricole, Cariparma, Biffi, Boston Consulting. Gli interventi di Orticanoodles si trovano in varie città italiane oltre a Milano, tra cui Bologna, Carrara, Napoli, Lecco, Massa, Mantova, Catania, Verona. Ha lavorato a Djerba in Tunisia, ha ritratto Joseph Beuys a Dusseldorf, Gilberto Gil a Rio de Janeiro, oltre ad aver lavorato ad Amsterdam, Misurata, Pechino, Rosenthal. La Torre Allianz di Milano entra nel Guinness dei primati grazie a quasi 3 chilometri quadrati di muri dipinti da Orticanoodles in essa. Il collettivo si occupa infatti dal 2011 di progetti di arte partecipata, riconoscendo l’importanza del coinvolgimento attivo della popolazione che normalmente abita i luoghi interessati dall'arte urbana. Orticanoodles si riconosce in una logica di inclusione e pensiero plurale, lontana da prospettive individualistiche.


Info

Studio Museo Francesco Messina via San Sisto 4/A – Milano

Apertura: da martedì a domenica, ore 9.30-17.30 (ultimo ingresso 17.00)

(per eventuali variazioni controllare facebook/instagram)

Ingresso gratuito, prenotazione non obbligatoria

Contatti: +390286453005 | c.museomessina@comune.milano.it

XXI° edizione del WEEKEND STRABIOLOGICO a Stra (VE) dal 23 al 25 aprile 2021


La XXI° edizione del WEEKEND STRABIOLOGICO avrà come tema “LE SPEZIE DELLA SERENISSIMA” e si terrà, come di consueto, nel parco di Villa Loredan, a Stra, nella Riviera del Brenta, dal 23 al 25 Aprile 2021.
La manifestazione è promossa dal Comune di Stra e organizzata da Veneto a Tavola, con il patrocinio della Regione Veneto e della Città Metropolitana di Venezia. Nel corso del weekend, oltre al ricco mercatino che propone una rassegna di prodotti biologici, tipici e tradizionali, salutistici e di artigianato naturale, si susseguiranno incontri culturali e gastronomici, spettacoli, laboratori aperti a bambini e adulti. Il tema centrale di questa nuova edizione sarà sviluppato attraverso una mostra delle spezie, in particolare quelle commercializzate dalla Serenissima Repubblica di Venezia dal Medioevo al Rinascimento, incontri e conferenze con esperti e produttori, lezioni di cucina, degustazioni guidate e presentazioni curate da Veneto a Tavola e dalla Condotta Slow Food della Riviera del Brenta. Sabato 24 aprile i folletti dell’associazione “La Tana dei tarli” saranno presenti per l’intera giornata con i giochi tradizionali in legno per bambini e ...adulti. Domenica 25 aprile tra gli eventi ci saranno il consueto “Battesimo della Sella” e la tradizionale distribuzione gratuita di Risi e Bisi, piatto tipico veneziano consumato dai Dogi in occasione della festività di S. Marco, patrono di Venezia. Si troveranno come sempre le eccellenze gastronomiche del territorio veneziano: le “castraure” dell’isola di S. Erasmo e gli asparagi di Giare, come prodotti stagionali, oltre al raro miele di barena e al riso di Torre di Fine. Tra le varie attività per il visitatore ricordiamo inoltre l’escursione guidata “Andar per erbe”, alla scoperta di erbe spontanee, il “Corso per Cercatori d'Erbe”, e lo scambio di semi di antiche varietà con l’Associazione Civiltà Contadina. Uno “Spazio Benessere” nel parco della villa permetterà poi di conoscere e provare varie discipline olistiche, promosse dalle numerose associazioni presenti. Per i più golosi e i buongustai saranno presenti spazi gastronomici con prodotti biologici, piatti tradizionali e non preparati dalla Condotta Slow Food della Riviera del Brenta in cui le spezie saranno protagoniste, insieme ad alcune proposte di street food con cucina vegetariana, che allieteranno il palato del pubblico durante l’intero weekend.
La mostra mercato ospiterà oltre 60 espositori con prodotti alimentari biologici, tipici e tradizionali, articoli salutistici, erboristici e di artigianato naturale.

INFO: Veneto a Tavola – www.venetoatavola.it - info@venetoatavola.it tel 335.6033639

Nude - Mostra personale di Beatrice Pediconi a Roma dal 5 febbraio al 27 marzo 2021

  



Pediconi (Roma, 1972 - vive e lavora a New York) è un’artista multimediale la cui ricerca è da anni legata a una
pratica interdisciplinare che attraversa medium tradizionali per approdare a inedite soluzioni formali ed espressive. Nella mostra Nude, che segna il suo ritorno in Italia dopo cinque anni, Pediconi presenta in anteprima un ampio corpus di lavori che riflette sullo statuto di fotografia, a partire dalla sua decostruzione.

 Untitled agisce come il testimone di un processo di cui resta solo un’impronta, come testimonianza di una perdita: un gesto che riflette sull’assenza di memoria storica e sul distacco personale. Il disegno è dunque il risultato di una migrazione, e la sua traccia volatile e minimale resta in bianco, come l’ultimo ed unico testimone di una storia. Untitled diventa quindi il mezzo per lasciare un segno come prova della nostra esistenza.” BP
 
Con Untitled, Pediconi apre la propria ricerca a un’investigazione del segno attraverso una serie di disegni su carta realizzati mediante la tecnica dell’emulsion lift, ovvero impiegando strisce di emulsioni
fotografiche sottratte da lavori precedentemente realizzati.
Attraverso poi l’utilizzo dei pennelli o direttamente, con le proprie mani, l’artista muove l’emulsione, che a questo punto del processo ha assunto la consistenza di un velo di seta, per posizionarla sulla carta, all’interno di una vasca piena d’acqua.

L’acqua, come elemento primario, diviene il tramite mediante cui catturare un flusso di immagini segniche originate dal gesto fatto imprimere sulla carta. Questi stessi segni, marcatori di uno spazio vuoto, divengono la testimonianza di una traccia, memoria di un passato trasformato e sublimato, ma anche sequenza di un racconto intimo in cui il ricordo, messo a nudo, accoglie su di sé le vestigia di un’esistenza che si rivela in tutta la sua fragilità.

Perdita, mutazione, frammento, traccia: i lavori presentati in mostra raccontano di un percorso, sia personale che collettivo, in cui l’ineffabilità del ricordo e del passato ci riporta all’essenza delle cose. Le opere, come enunciati di un gesto, descrivono, ad un tempo, il movimento e la sua inafferrabilità, sospese in un limbo imprevedibile che le riporta a chi osserva nel bagliore di un lampo.

 

INFO

Beatrice Pediconi
Nude

A cura di Cecilia Canziani

apertura mostra
venerdì 5 febbraio 2021

Date mostra
5 febbraio – 27 marzo 2021

Z2O Sara Zanin Gallery
Via della Vetrina 21 – 00186 Roma

Orari di apertura
da lunedì a sabato 13-19 (o su appuntamento)

T. 06-70452261
www.z2ogalleria.it
info@z2ogalleria.it

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