Castelvetro di Modena (Castelvêder, in dialetto modenese) si trova in provincia di Modena da cui dista 18 km, Bandiera Arancione del Touring Club.
Borgo Pittoresco caratterizzato da torri e campanili e inserito nelle colline modenesi disseminate di vigneti, Castelvetro fu insediamento preistorico, poi "castrum" romano, sui cui resti si impiantò il castello e il borgo medioevale. Da vedere, semmai durante uno degli interessanti eventi estivi, la piazza centrale, riproposizione neomedioevale degli anni '30.
L'enogastronomia di Castelvetro di Modena vanta una notevole fama per i numerosi prodotti di eccellenza: il vino Lambrusco Grasparossa DOC, il Parmigiano Reggiano e l'aceto balsamico tradizionale di Modena.
Da non perdere
Il Castello, di cui sopravvivono le torri medioevali e le decorazioni pittoriche del '500 soprattutto nella sale dedicata a Torquato Tasso che soggiornò nella località.
Il
Castello di Levizzano, sede dell'Enoteca Comunale.
Piazza Roma
Castelvetro presenta un aspetto pittoresco, con un profilo caratterizzato dall'emergere di torri e campanili. Piazza Roma è senza alcun dubbio il centro nevralgico della città dalla quale si possono ammirare tutti i più importanti monumenti: il Palazzo Comunale, Palazzo Rinaldi, la Torre delle Prigioni e dell’Orologio. La Piazza è stata realizzata tra il 1934 ed il 1935 dopo l’abbattimento degli edifici collocati dietro il castello, ad eccezione delle torri; tale operazione ha fatto sì che la Piazza dal lato Nord sia uno stupendo balcone sulla grande Pianura Padana. Negli anni ’50, al centro, venne realizzata una pavimentazione in lastre bianche e nere tale da formare una scacchiera; per questa ragione Piazza Roma è conosciuta anche come “Piazza della Dama”.
Torre dell'Orologio
Simbolo del Paese di Castelvetro, la Torre dell’Orologio domina Piazza Roma alla punta estrema della rocca rappresentando ciò che resta dell'antica struttura fortificata nel lato est del castello. Il torrione, eretto molto probabilmente tra i secoli XI- XII, è a pianta quadrata, con una base maggiormente espansa onde allargare lo spessore dei muri alla base, consentendo così, maggior stabilità alla torre stessa. All'epoca dei Comuni (Sec.XII-XIII), probabilmente, era stata collocata una campana nella parte alta della torre con la funzione di convocare la popolazione in piazza; inoltre una meridiana, ben visibile dal lato sud, segnala ancora oggi lo scorrere del tempo.
Palazzo Comunale
Anticamente noto come Palazzo del Secondogenito, fu abitato fino all'età napoleonica da un Rangone. Destinato, da Francesco IV Duca di Modena, a residenza estiva del Collegio-Convitto Santa Chiara dei Padri Gesuiti, vi furono eseguiti importanti lavori per renderlo adatto alla nuova funzione. In seguito, con l'avvento al potere del Bonaparte e la costituzione della Repubblica Cisalpina, termina la presenza dei Rangoni; i Feudi vennero soppressi e Castelvetro si costituì in Municipalità, dipendente dall'Amministrazione Centrale di Modena. Una prima ristrutturazione del Palazzo, per renderlo adatto alle nuove funzioni di residenza municipale, fu seguita, nel 1937, da un'altra sistemazione, "in stile", della facciata per armonizzarla con le linee architettoniche della Piazza.
Palazzo Rinaldi
In stile neogotico-medioevale, la facciata fu costruita in armonia con il Palazzo Comunale, a seguito del rifacimento della piazza (1935-37). Alla sommità della facciata appare, in rilievo, una merlatura ghibellina. Da notare che all'interno del Palazzo si possono ancora vedere resti dell'abside della vecchia Chiesa Parrocchiale dei S.S. Senesio e Teopompo. Durante alcuni scavi a livello delle fondamenta sono stati ritrovati reperti etruschi e di altre epoche (ad es.'"petra Manualis") e parecchi resti di ossa umane, appartenenti certamente al vecchio Cimitero che circondava l'abside della Chiesa, come era uso e costume.
Torre delle Prigioni
Costruita nella seconda metà del XVI sec. con materiale simile a quello utilizzato per la facciata del Palazzo Rangoni, alta più di una ventina di metri, aveva una base simile a quella della Torre dell'Orologio. In un primo tempo veniva utilizzata come carcere (e vi sono ancora segni simili all'interno); in seguito (dopo il 1815) fu ristrutturata ed adibita a diversi usi. I restuari del 1998 hanno riportato la Torre all'antico splendore. E' di una evidenza sorprendente ed impressionante per chi entra nel Centro Storico dal lato Sud. Questo percorso, attualmente, è obbligatorio per chi usa un qualsiasi mezzo di trasporto; motivo in più per esaltare la centralità che la Torre assume.
Palazzo Rangoni
Il Palazzo venne eretto con il castello, ma solo quando Castelvetro divenne capoluogo del feudo dei Rangoni (sec. XV) si ampliò, assunse funzioni e caratteri più marcatamente residenziali e di rappresentanza. Già nel 1564, quando ospitò il poeta Torquato Tasso, giovane studente in fuga da Bologna, assunse la struttura e le caratteristiche che ancora oggi lo contraddistinguono: l'imponente entrata, l'ampio atrio decorato, il cortile interno, il ballatoio, che mette in comunicazione due ali del palazzo, lo scalone d'onore. Durante il Rinascimento si arricchì di decorazioni attribuite agli Scaccieri che si possono ancora ammirare nei soffitti di alcune sale: al piano terra la "Sala dei Delfini", al primo piano la "Sala degli Orsi". Nella "Sala dei Putti" e nella "Sala del Tasso" sono degni di nota i medaglioni monocromi facenti riferimento a l'Aminta e la Gerusalemme Liberata del Tasso, e quattro tele che rappresentano vari momenti della vita del Poeta.
Chiesa Parrocchiale e Campanile
Sotto la direzione dei lavori dell'Architetto Carlo Barbieri e del Costruttore Eudosio Barani, il 12 Aprile dell'anno 1897, con rito liturgico, pose la prima pietra di questo tempio Carlo Maria Borgognoni, Arcivescovo-Abate di Nonantola. Il popolo di Castelvetro lo eresse, dalle fondamenta, negli anni 1897-98-99 per poi consacrarlo nel 1907. Il Campanile, staccato dalla Chiesa di circa due metri, si trova nella direzione Sud dell'abside centrale; è collegato alla Chiesa attraverso un piccolo corridoio. Snello, in stile con l’edificio principale, svetta verso il cielo coi suoi 48,5 metri di altezza. La prima pietra fu posta il 1° Aprile del 1929 su progetto dell'Architetto Uccelli e con l'assistenza dell'Ingegner Manfredini. L'opera fu portata a termine in un solo anno.
Oratorio di Sant'Antonio
L'Oratorio è situato all'interno del Castello, presso le mura di levante. Dal 1636 al 1670 fu tenuto dai Padri Francescani i quali lo abbandonarono nell'impossibilità di continuare a vivere nella loro casa e in quanto lo stesso oratorio necessitava di importanti restauri.
Per qualche tempo si continuò a celebrare la S.Messa nel giorno di S.Antonio, 13 Giugno, poi la Chiesa fu trascurata fino al 1862, quando Don Rinaldi la riaprì al culto per celebrarvi le Sacre funzioni nel periodo in cui rimase inagibile la Chiesa parrocchiale dei SS. Senesio e Teopompo.
Nuovamente abbandonata, la Chiesetta è ora sconsacrata. La facciata è in laterizio e presenta due lesene terminanti con capitelli dorici, che raggiungono quasi il timpano triangolare, che chiude, in alto, la facciata stessa. Sulla copertura a due falde s'innalza una piccola torre campanaria, con quattro finestre. L'interno, a pianta rettangolare ed aveva tre altari di pietra. All'interno vi erano un quadro di S.Antonio da Padova con S.Francesco d'Assisi e la Madonna.