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Da visitare: Santuario dedicato a Maria SS. di Custonaci (TP) e la leggenda del quadro miracoloso



Sorto sulla sommità di un imponente rilievo collinare e al centro dell’attuale impianto urbanistico, si erge maestoso il Santuario dedicato a Maria SS. di Custonaci.
Nel luogo prescelto per la collocazione dell’immagine della Madonna arrivata dal mare, si presume esistesse già una cappella dedicata alla vergine Immacolata, posta vicino ad una preesistente torre di avvistamento.
Dal primo ampliamento della cappella, che sembra risalire al 1565, fino a giungere ai primi del 1900, l’edificio ha attraversato varie fasi di trasformazione.

L’ARTE NEL SANTUARIO
La chiesa si sviluppa secondo una pianta a croce romana, con tre navate divise da colonne in muratura dipinte con effetti marmorei, in cui si alzano tre campate di archi a sesto acuto che richiamano perfettamente lo stile gotico.

L’illuminazione interna è data dal rosone e da finestre, che collocate nelle diverse navate filtrano la luce illuminandone perfettamente il suo interno.
Il pavimento è in mattoni di marmo collocati secondo un preciso disegno geometrico; il soffitto è dipinto in azzurro con stelle e diversi affreschi che raffigurano apostoli, santi della Sicilia e papi della chiesa.
L’altare è arricchito da una tribuna marmorea policroma risalente al 1700, realizzata con marmi locali intagliati ad opera di un ignoto autore. Posta in alto e al centro di questa è collocata la statua in marmo dell’Immacolata, anch’essa di ignoto autore, mentre opera di Pietro Calamela sono le statue in legno che rappresentano Sant’ Alberto da Trapani e San Giuliano, in alto, e l’Abbondanza e la Sapienza, in basso.
Nel centro della tribuna è collocato il nobile quadro di Maria Santissima di Custonaci, una tavola in pioppo che dopo il restauro del 2004 ha riportato in vita i colori e le forme originali risalenti al 1471/1521.
Nelle pareti, sopra lo splendido coro ligneo, si trovano due affreschi di Domenico La Bruna del XVIII secolo, che rappresentano la nativita’ di Gesù e la natività della Vergine Maria.
Di grande rilievo artistico sono le tele di Giuseppe Felici, poste negli altari laterali, raffigurano “Il Transito di San Giuseppe” e “San Pietro Nolasco”. Non meno importanti sono le decorazioni pittoriche di Carlo Righetto: “L’arrivo del quadro della Madonna” e “Il trasporto al santuario”.
L’aquila con ai piedi la scritta “Et ero custos” (E sarò custode), simbolo del paese di Custonaci,è posta al centro della navata centrale circondata dalle statue in gesso dei profeti Davide, Mosè, Isaia e Geremia, opere di Leonardo e Pietro Croce.



IL QUADRO
Il quadro miracoloso della Madonna di Custonaci, patrona della città omonima e dell’agro-ericino, risale probabilmente al 1471 o al 1521 e, si presume possa appartenere alla scuola di Antonello Da Messina.
Si tratta di una tavola in pioppo raffigurante una Madonna che allatta il bambino, per questo è anche chiamata “Madonna del Latte”.
Il restauro del 2004 ha riportato in luce l’originale immagine del quadro, storicamente rimaneggiato nel 1780, mostrando una madonna più bambina, un volto semplice e pulito, il cui manto è arricchito da anfore con fiori e spighe di frumento, mentre una coppia di angeli colorati e molto leggeri, sovrasta la figura incoronandola.
Sotto l’immagine della Madonna, in basso, vengono raffigurate tre scene di San Gioacchino e Sant’Anna, genitori della Vergine Maria.

LA LEGGENDA
Secondo la tradizione, alcuni marinai salpati da Alessandria d’Egitto e diretti in Francia, a seguito di un violento naufragio, invocarono la quiete alla Madonna. Una volta salvi, donarono una tavola raffigurante la Madonna che allatta il bambin Gesù ai pescatori di cala Bukuto (nel litorale dell’attuale frazione di Cornino).
Per difendersi dai pirati del tempo, i pescatori portarono il quadro al sicuro, nella già esistente cappella dedicata all’Immacolata.

Info
http://www.prolococustonaci.it

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