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Dal 25 marzo 2017 i grandi interpreti della pittura veneta dell'Ottocento e primo Novecento celebrano la città di Venezia

Dopo lo straordinario successo ottenuto a New York, sbarca in Italia Memories of Serenissima - 19th century artists in Venice, la mostra evento curata da Marco Bertoli in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York. Dal 25 marzo all’8 aprile presso lo spazio espositivo in via Carlo Farini, 56 a Modena, il pubblico potrà ammirare una vetrina di dipinti volti a celebrare la grandezza e bellezza di una delle città più affascinati d’Italia: Venezia. L’esposizione sarà un viaggio emotivo nella pittura veneta dell’Ottocento e del primo Novecento, nei suoi momenti più significativi, attraverso le opere dei suoi maggiori interpreti. Anni particolari in cui nasce e si impone la scuola veneziana del “vero”, con paesaggi, scene di genere, ritratti, marine e luminose vedute, nelle quali i pittori hanno cercato di catturare l’atmosfera, i colori e quella particolare magia tipica di Venezia e della sua laguna

Tra le opere esposte alcune luminosissime marine realizzate da Guglielmo Ciardi, uno dei maggiori paesaggisti veneti, che, a patire dagli anni Sessanta, iniziò a confrontarsi con la natura e la pittura di paesaggio en plein air. Tra gli altri spicca il dialogo luminoso tra il cielo e l’acqua della laguna veneta della veduta densa di effetti atmosferici di Pietro Fragiacomo. In mostra alcune opere di Eugenio De Blaas, Giacomo Favretto, Luigi Nono ed Alessandro Milesi che descrivono con schietto realismo la realtà sociale più umile di Venezia, fatta di poveri interni e feste popolari. Accanto a questi pittori “veneti”, tra cui spiccano due bellissimi interni parigini di Federico Zandomeneghi, l’antologia espositiva affianca le opere di alcuni fra i maggiori interpreti della laguna; tra questi il calabrese Rubens Santoro presente con una luminosa veduta di Venezia scelta come immagine della mostra e il ferrarese Giovanni Boldini, che con tocchi rapidi e concisi tratteggia “Punta della Dogana”.

L’esposizione mostra una varietà di tematiche e di maniere espressive, che rende la “scuola veneziana” una delle più vivaci nel panorama italiano dell’epoca, erede fedele di una tradizione secolare, che ha fatto del colore e della luce la sua caratteristica principale.

Sponsor ufficiali della mostra sono: Eataly; Christie’s, Santa Lucia Natural Spring Water; IGT; IMA S.p.A, Bologna; e Luxury Living New York; Santa Margherita USA, Inc.; Consorzio di Tutela della DOC Prosecco
Dopo lo straordinario successo ottenuto a New York, sbarca in Italia Memories of Serenissima - 19th century artists in Venice, la mostra evento curata da Marco Bertoli in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York. Dal 25 marzo all’8 aprile presso lo spazio espositivo in via Carlo Farini, 56 a Modena, il pubblico potrà ammirare una vetrina di dipinti volti a celebrare la grandezza e bellezza di una delle città più affascinati d’Italia: Venezia. L’esposizione sarà un viaggio emotivo nella pittura veneta dell’Ottocento e del primo Novecento, nei suoi momenti più significativi, attraverso le opere dei suoi maggiori interpreti. Anni particolari in cui nasce e si impone la scuola veneziana del “vero”, con paesaggi, scene di genere, ritratti, marine e luminose vedute, nelle quali i pittori hanno cercato di catturare l’atmosfera, i colori e quella particolare magia tipica di Venezia e della sua laguna

Tra le opere esposte alcune luminosissime marine realizzate da Guglielmo Ciardi, uno dei maggiori paesaggisti veneti, che, a patire dagli anni Sessanta, iniziò a confrontarsi con la natura e la pittura di paesaggio en plein air. Tra gli altri spicca il dialogo luminoso tra il cielo e l’acqua della laguna veneta della veduta densa di effetti atmosferici di Pietro Fragiacomo. In mostra alcune opere di Eugenio De Blaas, Giacomo Favretto, Luigi Nono ed Alessandro Milesi che descrivono con schietto realismo la realtà sociale più umile di Venezia, fatta di poveri interni e feste popolari. Accanto a questi pittori “veneti”, tra cui spiccano due bellissimi interni parigini di Federico Zandomeneghi, l’antologia espositiva affianca le opere di alcuni fra i maggiori interpreti della laguna; tra questi il calabrese Rubens Santoro presente con una luminosa veduta di Venezia scelta come immagine della mostra e il ferrarese Giovanni Boldini, che con tocchi rapidi e concisi tratteggia “Punta della Dogana”.

L’esposizione mostra una varietà di tematiche e di maniere espressive, che rende la “scuola veneziana” una delle più vivaci nel panorama italiano dell’epoca, erede fedele di una tradizione secolare, che ha fatto del colore e della luce la sua caratteristica principale.

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