Cantanti anni 60, 70 e 80, ospiti Vip, tribute band, spettacoli di burlesque, cabaret, animazioni per bambini, teatrino burattini, trampolieri, folk romagnolo, pizzica salentina, ecc... per sagre, locali ed eventi privati.
Per info: 334 2098660
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Settimana del Malfatto de.co. di Carpenedolo (BS) dal 28 ottobre al 5 novembre 2017



Da Sabato 28 Ottobre a Domenica 5 Novembre le persone che degusteranno il piatto del Malfatto De.Co. di Carpenedolo presso i ristoranti convenzionati o lo acquisteranno presso i punti vendita dei produttori, riceveranno un biglietto numerato valido per l'estrazione dei premi messi a disposizione dalla commissione De.Co. Carpenedolo e dai consociati. L'estrazione del premio avverrà Domenica 5 Novembre alle ore 18,00 durante la manifestazione"Sapori d' Autunno" in p.zza Matteotti oppure in caso di spostamento dell'evento Domenica 12 Novembre. 
In palio un fantastico weekend per 2 persone, pranzi/cene e buoni acquisto presso gli esercizi associati.

Il malfatto de.co di carpenedolo, storia di una ricetta mai scritta
Si narra che i nostri lontani parenti Carpenedolesi dovessero spesso fronteggiare la penuria di cibo inventando ricette che ancor oggi sono attuali. E’ il caso del nostro malfatto, creato con la materia prima che si trovava in qualsiasi campo e che poteva variare a seconda della stagione: cicoria selvatica, tarassaco o dente di leone, bietole erbette o altro. Poteva essere preparato con l’aggiunta di pane raffermo, uova, sale, noce moscata, formaggio per chi l’aveva e un pizzico di fantasia. Il tutto era trasformato in un gustoso primo piatto che a volte, era anche l’unico. Il malfatto, di fatto, non ha un bell’aspetto assomiglia ad una cosa strana…è praticamente uno gnocco allungato male, creato con pane amore e fantasia, per poi essere infarinato e una volta preparato buttato in una pentola in ebollizione. Quando galleggia è pronto per essere scolato e condito con un poco di formaggio, burro e salvia. In ogni famiglia di Carpenedolo, nonostante la ricetta sia così semplice, tutti sono convinti di avere un segreto, tramandato dalla bisnonna e nascosto in soffitta, in base al quale si mangia sempre, sulle proprie tavole, il malfatto più buono in assoluto. Chi mette l’erbetta, chi gli spinaci, chi la cicoria selvatica, chi l’amaretto, o ancora la ricotta, o il pandolce, chi lo condisce sol sugo rosso, chi usa il burro e chi solo olio, formaggio padano o reggiano…l’importante è che il malfatto sia nostrano! Siamo convinti che il Malfatto sia il simbolo gastronomico più diffuso nel nostro comune, ed è per questo che lo abbiamo eletto a principe indiscusso del nostro patrimonio culinario, e allora Buon appetito e così sia!


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