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THE WALL \\ SALUTI DA AULLA Mostra personale di Alessandro Trapezio dal 28 ottobre 2017 ad Aulla


THE WALL \\ SALUTI DA AULLA
UNA MOSTRA DI ALESSANDRO TRAPEZIO

SABATO \\ 28 ottobre \\ 2017
SALA WALTER TOBAGI
PIAZZA GARIBALDI \\ AULLA
ORE 17.00

PRESENTAZIONE E DIBATTITO CON
ALESSANDRO TRAPEZIO \\
FLAVIO FAVELLI \\
ANTONIO GRULLI \\
CHIARA ZUCCHELLINI \\
UMBERTO CROCETTI \\



Utilizzare la fotografia per raccontare una storia, ma anche per stimolare una presa di coscienza: è questo ciò che si propone e propone Alessandro Trapezio, nato nel 1981 alla Spezia e attivo tra Bologna e la Lunigiana. Con sguardo improntato da sempre alla vita e con 'calda' sensibilità, il suo ultimo progetto - The Wall \\ Saluti da Aulla - nasce con l'obiettivo di raccontare e interrogare la città. Il periodo di riferimento coincide con la sua parabola biografica ed inizia con quelli che da molti sono considerati gli anni della 'svolta mancata': gli anni Ottanta e Novanta, anni in cui si avviò un'importante fase di cambiamenti per Aulla; cambiamenti molteplici e concatenati, spesso impercettibili eppure dai grandi, duraturi e definitivi effetti, di fronte ai quali davvero poco si può oggi. Da qui l'urgenza e il sentimento, da lui avvertito, ma largamente condiviso dai concittadini, di porre maggiore attenzione agli spazi che definiamo e da cui siamo definiti.

Lo spunto è il Muro, costruzione sospesa e nuovo punto di partenza per riconoscere e tentare di capire involuzione ed evoluzione di Aulla: per individuare cosa c'è, cosa si è perso, cosa le manca, a partire dalla percezione estetica ed emotiva di chi la osserva e di chi la abita. L'espressione artistica, nella forma coinvolgente e forte, sin da ora capace di scuotere le coscienze, invadendo il nucleo della vita sociale si proporrà come occasione di confronto e riflessione: sullo stato attuale, sulle possibilità future e su tutto ciò che è parte della storia recente - con particolare e obbligato riferimento al periodo post-alluvionale. Occasione di confronto e riflessione, già avviata, presto in essere e in programma soprattutto per il 28 ottobre 2017: quando in quella Sala Tobagi che da tempo è per Aulla uno dei pochi spazi culturali, ci sarà - alle ore 17.00 - la presentazione e condivisione, da e con catalogo e proiezione, di immagini, emozioni e idee, individuali e collettive. Per questo l'evento non si può ridurre e sin dagli intenti non si riduce a vernissage puro e semplice, ma punta a coinvolgere la popolazione includendola in un dibattito costruttivo e vivace. A guidare il tutto l'autore, affiancato dall'artista Flavio Favelli, dal curatore e critico d'arte Antonio Grulli, da Chiara Zucchellini, autrice per The Towner di “Marmi, muri e Craxi”, e dal professor Umberto Crocetti, docente di storia e filosofia nonché responsabile del Liceo Classico “Leopardi”.

L'installazione, ancora da svelare e realizzata in collaborazione con Lunicafoto, associazione con base nel pontremolese, apparirà invece precedentemente: a sei anni esatti dall'alluvione, abbracciando uno dei luoghi-simbolo del centro aullese. Alla malinconia non rassegnata delle fotografie farà da contrappunto un'ironia di fondo e fondamentale, utile a esprimere ciò che Trapezio, con urgenza, sente di voler trasmettere: con quell'argine incompleto e perciò ancora da definire, cresciuto, come il pensiero, dalle macerie e tra le macerie, vediamo scomparire fiumi, boschi e colline; perdiamo un paesaggio che, per aullesi e non, è sempre stato abituale; sentiamo che esiste una vita, attorno a esso, della quale è possibile scorgerne solo una parte, e così ci chiediamo, per esempio, se il nuovo argine sia realmente difesa o, piuttosto, limite. Il paesaggio mutato, grazie allo sguardo lento e profondo dell'autore, viene scelto a soggetto di nuove, attuali, cartoline: e di domande a cui ancora dobbiamo trovare delle risposte. L'invito “primo e ultimo” è a cercarle assieme affinché il pretesto artistico possa diventare conversazione e poi ragionamento, ancora personale e comune, sulla città e su chi la vive; sugli individui, sugli spazi e sulla relazione che, tra questi, necessariamente esiste. Francesca Fontana

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